Economic Warfare against Iran

Paper di prossima pubblicazione (Quaderno SISM, maggio 2017) circa le sanzioni  e la guerra economica all'Iran, secondo la politica estera e le dottrine militari degli Stati Uniti dalla fine degli anni '70 al nuclear deal. Una breve ricostruzione storica della nascita e dell'evoluzione dell'identità nazionale dell'Iran dall'inizio del secolo scorso, passando attraverso la Rivoluzione Islamica del 1979 e gli innumerevoli conflitti  della regione del Golfo Persico che l' hanno vista protagonista. Un'analisi anche del ruolo delle Guardie della Rivoluzione, dei Basij e degli Hezbollah nel supportare economicamente e militarmente il Paese degli Ayatollah.

 

21/2/2017

 

Economic Warfare, Quaderno SISM, 2017, tutti i contributi disponibili

Africa e Jihad

 

"Il radicalismo islamico con il proselitismo (da’wa) anche armato (jihad) in nome e contro i nemici dell’ Islam è presente da alcuni  decenni nell’intera Africa Nera sub-sahariana come diretta derivazione dei conflitti degli anni ’90 in Algeria, Sudan e Somalia, con formazioni  composte per lo più da mujaheddin c.d. afgani di ritorno dal conflitto centroasiatico (primo rilevante esempio di foreign fighters) e diventate presto longa manus di al-Qaeda in quel continente, così come delle più recenti guerre in Libia, Siria e Iraq, con buona influenza del sedicente Stato Islamico (IS). Per i jihadisti magrebini l’Africa della savana e dei grandi fiumi è diventata presto una sorta di santuario, tanto che quel fronte finale del Sahara o confine,  in arabo al-Sāhil  da cui Sahel, la sua regione più difficile e fragile ma estremamente ricca di risorse, è ora terra infetta da black jihad. Il fattore religioso, cui fanno riferimento, fra gli altri, Al-Shabaab e Boko Haram, è tuttavia solo strumentale alla destabilizzazione africana per meri interessi di carattere geoeconomico, in un confronto che vede la partecipazione, a differenti livelli, anche di potenze extra-continentali. Il faticoso e lungo processo di messa in sicurezza di quella regione rischia di passare attraverso conflitti intrastatali, in cui il fenomeno terroristico è destinato a prosperare e far proseliti."

 

Estratto del mio contributo "Se il radicalismo islamico cavalca l'Africa Nera",  GNOSIS, Rivista Italiana di Intelligence 1/2017 >

 

 

 

aprile 2017

Lessons Learned? Gli USA dal Vietnam ai no boots on the ground

Un mio contributo pubblicato in V. Ilari (a cura di),  Future Wars. Storia della distopia militare, Società Italiana di Storia Militare, "Quaderno 2016", Acies Edizioni Milano 2016.

L'articolo illustra il dibattito interno al mondo accademico e militare degli Stati Uniti circa l'evoluzione della counterinsurgency e delle ragioni dei  no boots on the ground ripetuti innumerevoli volte dall'amministrazione Obama negli ultimi anni  a fronte dei conflitti nel Vicino Oriente e Nord Africa. E'  cercare di comprendere se e quanto è stato appreso dall' establishment  politico e militare statunitense dalle  esperienze belliche passate, dal Vietnam all' impegno contro il sedicente Stato Islamico.

Lesson Learned?Lesson Learned? [168 Kb]

“Come si è arrivati a tutto questo?” è la domanda che da tempo ricorre nelle menti e negli innumerevoli dibattiti di fronte alle immagini di persone di ogni età recuperate al largo delle acque del Mediterraneo o in cammino lungo i sentieri che affiancano i confini di molti Paesi d’Europa: immagini drammatiche di corpi provati e sfiniti ma sopravvissuti, una condizione non sempre condivisa da chi aveva intrapreso quel lungo viaggio, e i cui cadaveri giacciono in fondo al mare o in bare senza nome nei cimiteri di quei Paesi costieri che li hanno pietosamente accolti per l’ultima volta. Appunto, come si è potuti arrivare ad una tale tragedia tanto che le coste del Mediterraneo europeo hanno ottenuto l’incontrastato titolo  di “confini con vie migratorie più letali al mondo”? Immagini che non hanno solo scosso gli animi, ma hanno altresì  messo alla prova la tenuta di un’Europa ai suoi valori fondanti e fondamentali, come la pacifica convivenza fra tutte le sue genti e la libera circolazione nei suoi territori, la garanzia della sua sicurezza interna e quella poco oltre il suo territorio e il suo mare meridionale. Perché è da qui che è necessario partire per illustrare e comprendere cosa sta accadendo.>

 

 

 

 8/4/2016

Foto: Daniele Galiano, I'm going up and I'm going down, olio su tela, collezione privata.